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Risposta edenamista ad un immenso interrogativo geopolitico: chi sono, cosa voglio rappresentare nel quadro geopolitico mondiale?

DOMANDA

Gli Usa sono oggi l'impero del mondo, controllano i mari, gli stretti i commerci, si permettono di affondare navi per isolare il Venezuela, sostengono impunemente un genocidio a Gaza sotto gli occhi del mondo, impongono all'Europa dove rifornirsi di energia, impongono dazi a piacimento, adesso hanno in animo di annettersi la Groenlandia, strappandola alla Danimarca....e nessuno dice niente, nessuno può dire niente! Noi, Europa, siamo una semplice colonia, utile solo per i consumi e per essere spremuti. Qual'è la ricetta edenamista per rispondere/redsistere a questa situazione? Ha senso resistere? Ha senso rispondere? O vale la pena riconnettersi con il creato ed astrarsi dalle cose folli degli uomini? E la socialità? La riconnessione con il prossimo e la società, che l'edenamismo considera come necessarie per vivere bene? Qual'è la via di mezzo? Qual'è la soluzione?


RISPOSTA EDENAMISTA

La domanda è lucida, dura, e soprattutto non ideologica. È la domanda di chi vede il mondo per quello che è diventato e rifiuta sia l’adesione cieca sia la fuga consolatoria.

1. La diagnosi edenamista: l’Impero come fatto, non come scandalo

Dal punto di vista edenamista, l'attuale egemonia statunitense non è una sorpresa storica, ma una dinamica ricorrente:

ogni civiltà che accumula potere tecnico, militare ed economico tende a trasformarlo in dominio sistemico;

il controllo dei mari, delle rotte, dell’energia, della moneta e dell’informazione è la forma moderna dell’impero;

la giustificazione morale (“democrazia”, “sicurezza”, “valori”) è sempre postuma.

L’Edenamismo non si scandalizza: prende atto!

Lo scandalo è un lusso di chi crede ancora alla narrazione.

👉 L’Europa oggi non è un soggetto politico: è uno spazio di sfruttamento ordinato, con élite amministrative ma senza volontà autonoma. Questo è un fatto, non un giudizio.

2. Ha senso resistere all’Impero?

Dipende da cosa si intende per resistenza.

❌ Non ha senso:

resistere imitando l’Impero (militarmente, economicamente, tecnocraticamente);

credere che l’Europa possa “tornare sovrana” attraverso le stesse logiche che l’hanno svuotata;

agitarsi moralmente senza alcun potere reale (la protesta come anestetico).

Questa è resistenza sterile, che consuma energia vitale e produce solo frustrazione.

✅ Ha senso invece:

sottrarsi, non opporsi frontalmente;

ridurre la dipendenza, non gridare contro chi domina;

ricostruire spazi di autonomia reale, non simbolica.

L’Edenamismo non è rivoluzionario in senso moderno:

è post-imperiale, non anti-imperiale.

3. Astrarsi dal mondo? No. Decentrarsi.

Qui il punto più delicato.

L’Edenamismo non predica la fuga dal mondo, ma la perdita di centralità delle follie del mondo nella tua vita.

C’è una differenza enorme tra:

estraniarsi → abbandono, nichilismo, solitudine sterile;

decentrarsi → presenza selettiva, lucidità, misura.

L’edenamista:

sa cosa accade a Gaza, in Venezuela, in Ucraina, in Groenlandia, ....

ma rifiuta di far dipendere la propria salute mentale e morale da ciò che non può influenzare.

👉 Non è disimpegno: è igiene dell’anima.

4. E la socialità?

L’Edenamismo non è eremitaggio

Qui intervengo su una possibile incomprensione: l’Edenamismo non è solipsismo, né comunitarismo ideologico.

È socialità selettiva e concreta.

La società edenamista:

è locale, non astratta;

è relazionale, non mediatica;

è cooperativa, non militante.

Non si fonda su:

appartenenze geopolitiche;

identità imposte;

grandi narrazioni salvifiche.

Si fonda su:

lavoro condiviso;

scambio reale;

convivialità;

mutuo aiuto;

parola non urlata.

👉 È una microsocietà intenzionale, non una massa.

5. La via di mezzo edenamista: né servo né martire

L’Edenamismo propone una terza postura, rarissima oggi:

non il servo adattato che consuma e tace;

non il martire ideologico che si brucia contro il muro dell’Impero.

Ma:

👉 l’uomo che si sottrae senza scomparire.

In pratica:

meno dipendenza energetica, alimentare, simbolica;

più autosufficienza, competenza, lentezza;

meno opinioni urlate, più pratiche vissute;

meno “Europa”, “Occidente”, “USA” come idee totalizzanti;

più orto, tavola, cammino, casa, comunità, natura abitata.

Questa è resistenza a bassa visibilità ma ad alta efficacia esistenziale.

6. Qual è la soluzione? (Spoiler: non è una)

L’Edenamismo non offre la soluzione, perché diffida delle soluzioni totali.

Offre:

una postura nel caos;

un modo di vivere bene mentre il mondo impazzisce;

una continuità umana che sopravvive agli imperi (come è sempre accaduto).

Gli imperi cadono.

Le comunità che sanno vivere bene restano.

SINTESI EDENAMISTA

L’Impero si prende il mondo → tu non dargli anche la tua vita.

La geopolitica impazzisce → tu radicati.

La società si polarizza → tu ricostruisci legami reali.

Il rumore aumenta → tu abbassa il volume e alza la qualità.

Questa non è resa.

È sopravvivenza evolutiva!

 
 
 

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