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Prossimi obiettivi di Trump: Cuba, Colombia e Messico

Tenetevi forte.

Perché il quadro si allarga.

E diventa ancora più inquietante.

Donald Trump

dopo il Venezuela…

dopo l’Iran…

non si ferma.

Rilancia.

Nel mirino:

Cuba.

Colombia.

Messico.

Non è fantasia.

È una linea politica già espressa.

Minacce.

Pressioni.

Ipotesi di intervento.

Cuba “pronta a cadere”.

Colombia “da colpire”.

Messico sotto accusa per i cartelli.

La verità è brutale:

non è più gestione delle crisi.

È espansione del conflitto.

Uno schema.

Sempre lo stesso.

Si interviene.

Si destabilizza.

Si passa al prossimo bersaglio.

E chi paga?

Sempre loro.

I popoli.

Cuba già allo stremo.

Sanzioni.

Carenze.

Crisi energetica pesantissima.

Colombia sotto pressione politica.

Messico stretto tra cooperazione e minacce.

E intanto…

il fronte si allarga.

L’edenamismo qui è chiarissimo:

quando il potere perde il limite…

non si ferma da solo.

Va avanti.

Sempre.

E ogni crisi diventa solo

la premessa della successiva.

Domanda finale:

siamo davanti a una strategia…

o a una spirale fuori controllo, da parte di un imperatore totalmente fuori controllo,

che non sa più dove fermarsi?

 
 
 

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