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Belgio contro Russia: una questione di scala


Siamo dentro una fase storica estremamente pericolosa.

E il problema non è solo la guerra.

È la qualità delle leadership.

Da un lato gli Stati Uniti che colpiscono e trattano allo stesso tempo: aprono canali con Iran, mandano emissari, cercano di chiudere in fretta una partita che rischia di esplodere.

Dall’altro la Russia che continua ad avanzare in Ucraina, consolidando una guerra di logoramento che sta lentamente cambiando gli equilibri sul campo.

Nel frattempo il Medio Oriente resta una polveriera: Israele e Iran si fronteggiano in un equilibrio instabile, fatto di attacchi, minacce e trattative parallele.

Ma il punto nuovo, gravissimo, è un altro.

Il livello dello scontro verbale in Europa si sta alzando.

Nelle ultime ore abbiamo assistito a un botta e risposta diretto tra la Russia e il Belgio:

dichiarazioni dure, toni sempre più aggressivi, prese di posizione che spostano il confronto dal piano diplomatico a quello quasi conflittuale.

Non è folklore.

È un segnale.

E qui arriva il vero problema: l’Europa,

la sua leadership, la sua inconsistenza, il folklore masochistici che la caratterizza.

L’Europa parla.

Minaccia.

Si espone.

Ma non ha né la forza né l’autonomia per sostenere fino in fondo ciò che dice.

E allora quelle dichiarazioni diventano pericolose.

Perché quando alzi i toni senza avere il controllo della situazione,

stai solo aumentando il rischio.

L’Edenamismo lo direbbe così:

quando perdi il senso del limite, scambi la tensione per forza.

Ma non è forza.

È squilibrio.

E allora la domanda che nessuno vuole fare:

Ma davvero la NATO entrerebbe in guerra diretta contro la Russia per difendere l’Europa?

Davvero qualcuno è pronto ad arrivare fino a quel punto?

Perché se la risposta è sì, allora siamo sull’orlo di qualcosa di irreversibile.

Se la risposta è no, allora tutto questo linguaggio muscolare è solo una pericolosa illusione.

E costruire una strategia su un’illusione,

in un momento storico come questo,

non è solo un errore.

È irresponsabilità.

 
 
 

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