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POPOLI, NAZIONI E IL VELO DELL'OLIGARCHIA


Nell’edenamismo, la vita è vista come un ritmo naturale: singoli, famiglie, comunità, popoli che cercano equilibrio e dignità nella loro esistenza quotidiana. Sono organismi vivi, pulsanti, fatti di storie, di sofferenze, di memorie, di sogni.


Eppure, nella storia umana, su questo tessuto reale si è posata una sovrastruttura tanto solenne quanto artificiale: la nazione.

Un concetto progettato per unire, ma spesso utilizzato per divorare.


La nazione, come costruzione politica, non coincide quasi mai con i popoli che dichiara di proteggere. È una forma che impone, che organizza dall’alto, che plasma identità collettive secondo bisogni estranei a chi le abita. È una macchina che può inglobare culture diverse, assorbirle, uniformarle, pretendendo fedeltà a un simbolo, a un inno, a un confine tracciato da interessi sempre più opachi.


Il risultato?

Un popolo ridotto a strumento.

Un corpo vivo offerto ai piccoli gruppi che detengono il potere reale: oligarchie economiche, caste politiche, consigli di pochi che parlano in nome di molti senza mai ascoltarli davvero.


Nel loro nome si muovono eserciti.

Nel loro nome si aprono conflitti.

Nel loro nome si mandano giovani a morire per decisioni che nessun popolo ha mai davvero desiderato.


Le guerre moderne, come quelle antiche, restano in larga parte il teatro privilegiato dell’avidità di pochi, mascherata da retoriche patriottiche, inni e bandiere che nulla hanno a che vedere con il benessere profondo delle comunità umane.


La stessa Europa dei popoli—annunciata come sogno di fratellanza—si è infine strutturata come Europa delle nazioni, e dunque dei governi, e dunque degli interessi di chi governa i governi.

Ancora una volta, il popolo reale viene dopo.

Sempre dopo.


L’Edenamismo guarda altrove.


Non chiede stati.

Non esalta nazioni.

Non santifica bandiere.


Il suo centro è un altro:


la persona e la sua autenticità


le famiglie e la loro armonia


i popoli e le loro memorie profonde


le comunità e la loro capacità di sostenersi senza predare



Perché ogni equilibrio nasce dal basso, non dall’alto.

Ogni pace nasce dal reale, non dalla propaganda.

Ogni benessere nasce dal ritmo naturale, non dal progetto di un potere.


Il mondo resta ferito finché chiediamo ai popoli di farsi strumenti delle nazioni.

L’Edenamismo invita invece a compiere il movimento opposto:

liberare le comunità dalla morsa di chi le usa per i propri giochi di dominio.


Tornare all'essenziale.

Tornare al vivo.

Tornare al popolo, che è terra, voce, esperienza.


Non bandiera.

 
 
 

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