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Neo-ruralismo e Edenamismo: analogie e differenze


Le vicende di cronaca relative alla Famiglia nel bosco hanno acceso l'interesse sul neo-ruralismo. Analizziamo dunque il rapporto: similitudini e differenze, tra neo-ruralismo ed Edenamismo, per comprendere meglio questi due approcci alla vita.

Il neo-ruralismo e l’edenamismo condividono un terreno comune, ma non coincidono. Le analogie sono evidenti; le differenze, però, sono decisive sul piano filosofico e antropologico.

Analogie

1. Rifiuto del modello urbano-industriale

Entrambi nascono come risposta alla saturazione della città, al lavoro astratto, alla dipendenza da sistemi complessi e fragili, al consumo come identità.

2. Ritorno alla terra e alla manualità

Coltivare, allevare, costruire, riparare: il fare concreto torna ad avere dignità, valore e funzione formativa.

3. Autonomia e resilienza

Riduzione dei bisogni indotti, autoproduzione, filiere corte, recupero di saperi tradizionali: sono elementi centrali per entrambe le visioni.

4. Critica implicita al progresso lineare

Non tutto ciò che è “nuovo” è migliore; la tecnica va selezionata, non subita.

Differenze sostanziali

1. Profondità filosofica

Neo-ruralismo: è soprattutto una scelta di vita o un orientamento socio-economico. Spesso pragmatico, talvolta modaiolo, talvolta ideologico.

Edenamismo: è una visione del mondo. Non parte dalla campagna, ma dall’essere umano, dal suo rapporto con il limite, il desiderio, il tempo, la natura e il potere.

👉 L’Edenamismo può esistere anche senza un trasferimento fisico immediato in ambito rurale; il neo-ruralismo no.

2. Rapporto con l’utopia

Neo-ruralismo: tende a idealizzare il “ritorno alla campagna” come soluzione.

Edenamismo: diffida delle utopie. L’“Eden” non è un luogo perfetto da ricreare, ma una tensione dinamica, sempre imperfetta e mai conclusa.

👉 L’Edenamismo accetta il conflitto, la fatica, l’errore come parti strutturali dell’esistenza.

3. Dimensione interiore

Neo-ruralismo: si concentra sul dove e sul come si vive.

Edenamismo: si concentra sul perché si vive in un certo modo.

👉 Senza una trasformazione interiore, per l’Edenamismo il cambio di scenario rischia di essere solo una traslazione geografica del disagio.

4. Rapporto con il sistema

Neo-ruralismo: spesso resta compatibile con il sistema dominante (sussidi, bandi, turismo esperienziale, branding “green”).

Edenamismo: è strutturalmente inattraversabile dal sistema, perché ne mette in discussione i presupposti antropologici: crescita, controllo, accumulo, delega.

5. Tempo e misura

Neo-ruralismo: tende a organizzarsi ancora in termini di efficienza, produttività, redditività.

Edenamismo: recupera la misura, la lentezza, il tempo qualitativo, anche a costo di rinunciare all’ottimizzazione economica.

In sintesi

Si potrebbe dire che:

il neo-ruralismo è spesso una risposta;

l’edenamismo è una domanda radicale.

Il primo cambia il paesaggio esterno; il secondo lavora sul paesaggio interiore e, solo di conseguenza, su quello esterno.

Il neo-rurale cerca un luogo migliore in cui vivere.

L’edenamista cerca un modo più vero di abitare il mondo — che poi, spesso, lo conduce anche alla terra, ma non per nostalgia: per necessità esistenziale.

 
 
 

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