Sanzioni internazionali, come una guerra
- edenamismo
- 2 mag
- Tempo di lettura: 1 min
Quando pensiamo alla guerra…
vediamo bombe.
macerie.
morti.
La guerra dichiarata fa paura.
È visibile.
È immediata.
È brutale.
Ma esiste un’altra guerra.
Silenziosa.
Le sanzioni.
Non fanno rumore.
Non esplodono.
Ma logorano.
Manca il cibo.
Mancano i farmaci.
Saltano le forniture.
Si fermano le industrie.
La qualità della vita crolla.
L’assistenza sanitaria si indebolisce.
Le persone si ammalano.
E muoiono.
Lentamente.
È un assedio.
Non dichiarato.
Ma reale.
E qui entra il punto più scomodo.
Ci indigniamo per le guerre visibili.
Ma ignoriamo quelle invisibili.
Perché?
Perché non hanno immagini.
Non hanno sirene.
Non hanno dirette.
Eppure gli effetti…
sono gli stessi.
Quando interi Paesi vengono isolati,
colpiti economicamente,
stritolati nelle loro necessità di base…
a pagare non sono i governi.
Sono i popoli.
Parliamo di scelte politiche
portate avanti da potenze come
gli Stati Uniti
e Israele.
La verità è brutale:
le sanzioni non sono una alternativa alla guerra.
Sono un’altra forma di guerra.
Più lenta.
Più subdola.
Ma ugualmente letale.
L’edenamismo è netto:
non conta la forma.
Conta la sostanza.
E se la sostanza è colpire i civili…
allora cambia poco
se lo fai con una bomba
o con un embargo.
Domanda finale:
quante guerre accettiamo…
solo perché non fanno rumore?




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