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Ancora soldi all'Ucraina per mantenerla in guerra

In tutto questo trionfalismo tecnocratico, ciò che continua a mancare è la sola voce che dovrebbe contare: quella dei popoli europei.

Si festeggia come un successo ciò che, nella prospettiva edenamista, appare per quello che è: l’ennesimo passo dentro una spirale di guerra che altri hanno acceso, altri alimentano e altri ancora pagano.


Si parla di “soluzioni tecnicamente valide”, ma non si nomina mai l’unica soluzione umana: smettere di trasformare un conflitto in un affare permanente, smettere di sacrificare vite, territori e comunità sull’altare di strategie che non appartengono ai cittadini.


Novanta miliardi di debito comune per prolungare un incendio che si sarebbe potuto spegnere con diplomazia, ascolto e responsabilità. Novanta miliardi sottratti a scuole, ospedali, territori, culture, relazioni.

È il paradosso europeo: ci si impoverisce per finanziare la continuità di una guerra che impoverisce tutti.


L’Edenamismo ricorda una cosa semplice: ciò che non genera vita, genera solo altra perdita.

E continuare a investire nella guerra, invece che nella pace, significa scegliere deliberatamente la perdita.

 
 
 

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